le foglie un componente del compost

In questo breve articolo voglio parlarvi di uno dei componenti che aggiungo al mio compost. 

In una compostiera bisogna aggiungere vari elementi, tra questi vi sono le foglie.

In autunno le foglie cadono e vanno inevitabilmente rastrellate dal prato per evitare che si formino strati troppo alti . Una parte di queste è possibile lasciarle attorno alla pianta e faranno da pacciamatura per l’inverno. Un altra parte la possiamo portare nella compostiera. 

Io in questo caso ho rastrellato le foglie e messe in una compostiera da sole ovvero senza mescolarle ad altri elementi, poi che intendo conservarle per la prossima stagione orticola. 

In effetti il problema che ci si presenta nella stagione orticola è il fatto che abbiamo sempre in esubero il verde, ovvero la parte azotata, ma spesso ci manca la frazione secca, la parte carboniosa. 

Per un buon compost dovremmo riuscire a bilanciare bene gli elementi, e per farlo meglio possibile questi bisogna averli e tenerli anche da parte per quando serviranno. 

Dunque oggi il lavoro era questo. 

Ho fatto dei video su questa materia, e li trovate a questo link che vi rimanda alla playlist del mio canale youtube gli orti di mauro. 


La mia scelta di fare le sponde ai letti di semina

In questo articolo vi spiego da cosa nasce la mia idea per avere le sponde di contenimento dei letti rialzati. 

In un primo momento si può pensare ad un fattore estetico, poi che io stesso sono sostenitore del fatto che anche l’occhio vuole la sua parte. 

La ragione è anche quella, ma ci sono anche ragioni “tecniche”, la prima sicuramente è il contenimento delle erbe stabili che tutti definiamo infestanti, che già soggiornavano in quel giardino. In effetti se non andassimo a creare delle barriere con la posa dei cassoni le stesse erbe si impadronirebbero ancora del luogo infestando le nostre colture. 

Un’altra ragione è la mia scelta di avere le galline libere e in questo caso la necessità di proteggere le colture da predatori vari e galline, e allo stesso tempo da eventuali tempeste. 

Al momento non tutti i cassoni hanno la protezione, (saranno ultimate col tempo) e nelle stesse colture protette non metto piante che necessitano di impollinazione. 

Ad averne molti vantaggi sono sicuramente le galline che fanno pulizia intorno e le uova che ne ricavo sono fantastiche. Le vere galline ruspanti sono libere… 

Tornando ai cassoni possiamo dire che i vantaggi sono molti. Con le sponde ho delimitato in maniera efficace le aree coltivate da quelle che lascerò a verde, poi che io a differenza di chi mette cartoni e cippato nei sentieri / passaggi, ho deciso di lasciare il verde vivo. 

Prima di fare il taglio dell’erba, aspetto che tutti i fiori in particolare il tarassaco, siano giunti a fine ciclo e abbiano fatto una bella fioritura per poi passare a seme e riseminarsi, in questo modo ho lasciato il tempo alle api di nutrirsi e alla pianta di riseminarsi. 

I cassoni ben delimitati mi lasciano il tempo di fare questa cosa sopra descritta e appena è possibile tagliare con il decespugliatore, inizio senza il rischio di colpire le piante ma battendo a bordo sul legno…  

Vi consiglio di provare la tecnica a cassoni rialzati che vi risparmieranno un sacco di lavoro e fatica. 


 

Le riserve di Carbonio

se vogliamo affrontare il problema dell’effetto serra la nostra attenzione si rivolge soprattutto all’atmosfera, tralasciando quindi un altro aspetto fondamentale che è il suolo. 

Il terreno svolge un lavoro importantissimo in quello che è definito il “ciclo del carbonio”, infatti viene assorbito dall’atmosfera e usato dalle piante per svolgere la fotosintesi.

Le piante ne utilizzano una parte e quello in eccesso passa alle radici che lo depositano nel terreno ove vi rimane per lungo tempo anche migliaia di anni.

Il suolo in questo caso è una vera riserva di carbonio, prelevato dall’atmosfera, ma perchè ciò sia una buona cosa bisogna che l’uomo smetta di rovinare il suolo attraverso le desertificazione dovuta alle lavorazioni intensive.

Se non ci occupiamo della salute del suolo andremo quindi incontro ad un peggioramento delle condizioni climatiche e dell’effetto serra.

Il carbonio è un elemento fondamentale che costituisce la materia vivente. E’ sbagliato criminalizzare questo elemento come nocivo e responsabile dei cambiamenti climatici. Il problema è ben più vasto.

Al momento l’azione peggiore è senza dubbio l’agricoltura intensiva dove l’integrità del suolo non viene in alcun modo garantita, l’aratura profonda è senza dubbio una pratica sa sospendere se vogliamo evitare di liberare in atmosfera grosse quantità di carbonio.

Le emissioni di carbonio da terreni coltivati in modo biologico e rispettoso sono di gran lunga inferiori alle pratiche tradizionali. 


 link dell’articolo dove spiego il no-dig e i vantaggi 

Nessuna lavorazione del suolo

Il NO-DIG la possiamo definire a tutti gli effetti una non lavorazione, quindi diciamo pure che praticare una tecnica senza lavorazioni del terreno porta ad avere diversi vantaggi.

Coltivare in spazi più piccoli e produrre molto più cibo sano, con minor spreco di tempo e di diserbo manuale.

Diffondere molta meno materia organica (io ad esempio non ne uso), ma se ciò fosse necessario sulla superficie per rigenerare i letti miglioreremo la struttura del terreno.

Non abbiamo le spese per le varie lavorazioni (motocoltivatore e fresature varie), quindi i relativi costi di carburante possono essere impiegati in maniera diversa.

La qualità dei raccolti è spesso migliore e senza scavare, ad esempio le radici degli ortaggi, come patate o carote e tutti quegli ortaggi da radice escono più puliti, e vedo meno danni da lumache alle verdure senza scavo.

La materia organica, compost che andiamo a mettere sulla superficie (anziche scavata) è una pacciamatura che sopprime le infestanti sia fisicamente che attraverso la crescita di funghi.

Un terreno indisturbato non ha bisogno di riprendersi, come una persona disturbata ha bisogno di cure e di riprendersi anche il suolo se lo scaviamo lo farà attraverso quelle che noi chiamiamo erbacce.

In tutti i casi se vi saranno ricrescite di infestanti, esse saranno più deboli e estirparle dal letto di semina sarà più semplice.

I funghi micorizici rimangono intatti quindi aiutano le radici delle piante a trovare i nutrienti ed estrarre umidità. 

Il sistema NO-DIG, quindi senza lavorazioni, ti permette di sospendere e riprendere in ogni momento dell’anno poi che non richiede alcuna lavorazione di preparazione del suolo. Quando raccogli e sospendi una coltura puoi tagliare e lasciare le radici nel terreno che continueranno la decomposizione alimentando ancora il tuo terreno. Puoi preparare in pochi minuti un nuovo letto di semina o trapianto per nuove colture.

L’umidità viene trattenuta ed è disponibile anche a notevole profondità poi che non vi sono zone frantumate.

In sintesi senza lavorazioni avremo più tempo e produrremo più raccolti sani, e di pezzatura grande, è ecologicamente benefico poi che manteniamo il carbonio nel terreno. 


link alla playlist che ho fatto su youtube relativa al no-dig,

come ho fatto per l’acqua

Un’altro dei principali problemi è stato come fare senza avere acqua di rete; 

Di fatto alla casetta c’era un impianto idraulico già fatto che serviva un lavandino esterno e la cassetta del wc, che veniva alimentato da una cisterna da 100 litri messa su una mensola per dare la pressione minima in caduta. 

Ho subito pensato alle modifiche da fare per avere più comodità e migliorare la cosa. Ho ampliato l’impianto e portato i tubi anche in casetta per alimentare un lavello da cucina che ho installato. Ho messo una doccia nel bagnetto con il soffione proprio sopra la turca in modo tale che non mi servisse il piatto doccia … ho anche installato un doccino che utilizzo per l’igiene intima…  poi che in bagno non esiste un bidèt. Insomma mi sono ricordato che in passato ero idraulico….  

L’unica acqua di cui dispongo è piovana, che viene recuperata dal tetto della casetta, passa attraverso un filtro che mi permette di togliere la parte organica…il che è già buona cosa. Non utilizzo questa acqua per bere ma solo se devo farla bollire per la pasta o per i servizi igienici. 

Quando si deve fare i conti con risorse limitate, lo spreco non ha più il suo spazio, si inizia a ragionare in modo diverso e ci si rende conto che fino a quel momento tante cose le abbiamo fatte per abitudine o peggio per cattiva abitudine. 

Ora per me avere dell’acqua in più da poter immagazzinare e adoperare a bisogno è molto importante. In questo link vi metto uno dei miei video che ho fatto per lo spostamento e sistemazione di una cisterna per la casetta…. 

link del video per la cisterna della casetta 

se serve la corrente ? …

Uno dei primi problemi che mi sono posto da buon cittadino abituato alle comodità di una vita “normale” è stato come fare per avere almeno un minimo di energia elettrica ??

Ragionandoci sopra e valutando come prima cosa le mie possibilità e poi le mie necessità ho optato per iniziare un piccolo impianto fotovoltaico. Sul tetto della casetta ho installato un pannello monocristallino da 100 W e con l’ausilio di altre apparecchiature come il regolatore di carica un inverter e una batteria, sono riuscito ad avere un minimo di corrente che a me basta e avanza.

Dunque come potete vedere la questione si sposta verso una cosa semplice :  capire cosa vogliamo fare e capire che senza troppe comodità si vive ugualmente bene. 

Il fabbisogno di energia elettrica che io ho è limitato all’utilizzo di luci a led, a basso consumo e quando serve alimentare il caricatore del telefono o il pc portatile. Quando si fanno le cose utilizzando un impianto fotovoltaico le cose cambiano radicalmente e ad esempio se si deve caricare un telefono è preferibile farlo di giorno, momento in cui l’impianto rende bene. 

Vi sono anche altri utilizzi che io ho collegato al mio piccolo impianto, esempio la pompa dell’impianto idrico ad autoclave per la casetta, una pompa che in questo caso funziona direttamente a 12V collegata alla batteria per mezzo del regolatore. Ho anche collegato un piccolo frigo portatile che utilizzo solo a comando in estate per raffrescare una birra che berrò nel tardo pomeriggio rilassandomi sulla sdraio. 

Link del video del pannello fotovoltaico 

Link del video della pompa autoclave della casetta

il mio orto sollevato NO-DIG

Nel novembre 2017 ho iniziato il mio primo progetto di orto sollevato, un raised beds con tecnica NO-DIG.

Senza alcuna lavorazione del terreno, per riempire i cassoni utilizzo compost vegetale.

A questo LINK vi metto il video della mia anteprima fatta sul campo riguardante l’argomento citato. 

Da quel momento in avanti ho concentrato tutti i miei sforzi nella realizzazione di un nuovo tipo di orto, all’orto della casetta tutto ha iniziato a cambiare forma e io giocavo con le forme geometriche… 

Quando vado nell’orto mi sento a mio agio e giro tra i vialetti dei cassoni con immenso piacere. 

Dopo il primo anno di “lavoro” posso dire di essere molto soddisfatto della resa che i miei cassoni mi hanno dato. 

Nei prossimi anni vedremo le varie soluzioni adottate per migliorare sempre più la situazione.

a questo link trovate l’articolo che elenca i vantaggi del no-dig